Cari amici,

 
in questo mese, con il caldo a tratti feroce, non sono mancate le emozioni; ho promesso a me stesso di non cadere nel tranello del diario poetico-africano, grazie al quale più o meno tutti, pur viaggiando in paesi diversi, raccontano di aver visitato il paese più povero, fanno le fotografie più belle, incontrano la miseria più estrema, trovano il missionario più ‘folle’ e danno l’avvio all’iniziativa più autentica. Io amo la filosofia perché praticandola costantemente e coraggiosamente, grazie a Dio anche insegnandola senza mai rifiutare la tazzina di cicuta, è nel nudo essere delle cose che scopro costantemente l’intima e segreta vibrazione del mondo. Per questo mi ha sorpreso talvolta la violenza psicologica con cui alcuni esperti che hanno a che fare con l’Africa impediscono agli altri, con i loro paradossi verbali, di ascoltare in modo umile una realtà così vera, cosi complessa, cosi viva, così umana e divina allo stesso tempo, come il continente africano ed il suo popolo immenso, fatto di un miliardo di persone. Sento anche il desiderio di scusarmi se ho dato l’impressione di essere un cercatore di soldi. Ho molto riflettuto su questo in questi cinque mesi, … in realtà non è proprio così, nel mio caso personale non c’è una sola moneta che sfugga al feroce confronto con la pagina del Vangelo, … nessun servilismo, nessun compromesso, nessun patteggiamento, ma, talvolta, proprio davanti alla nuda realtà, si erge il desiderio di spezzare … di rompere in un momento … di deviare il corso delle cose … questa sera, all’ora del tramonto, per fare almeno un esempio, ho visitato con il mio giovane parroco, père Hyacinthe, il  Centro dei Sordomuti che si trova a cinquecento metri dalla Parrocchia dove vivo … 6 ragazze e 22 ragazzi dai 6 - agli 11 anni guidati dai loro animatori, pronti tutti ad accoglierci, … non so se è poesia romantica o nuda e semplice vibrazione dell’essere delle cose, lascio scegliere a voi, ma i loro occhi erano luminosi, oserei dire che erano molto belli nella penombra del giorno che finisce,… i ragazzi hanno parlato a gesti con gioia, con intensità … anch’io ho imparato subito, (infatti, dicono tutti che sono portato per le lingue), a dire sì e a dire … che ero molto contento, … con i gesti … se venite in Africa vi faccio vedere … André, il presidente, mi ha spiegato che il problema è sfamarli tutti i giorni, mi ha detto che i bambini mangiano quattro volte al giorno, (anche in Africa?) e mentre il parroco proseguiva con i ragazzi entusiasti, lo studio dei segni, ho visitato la casa:  le bambine dormono insieme in una stanza, quattro metri per quattro con i sei letti, a castello, che raggiungo il soffitto di latta; i ragazzi nelle altre tre stanze, sistemati allo stesso modo … subito mi è venuta in mente Biancaneve con i sette nani; André mi ha inoltre detto che devono pagare l’affitto e che avrebbero bisogno di  tirare su una casa adatta, ma occorrono almeno 5 mila euro per il terreno, … più la costruzione. Gli aiuti umanitari degli anni passati sono finiti. Mi limito a dire che sono uscito, anche in questo caso, personalmente impoverito, anche perché conservo l’idea magica e superstiziosa, che gli altri siano infinitamente più buoni e generosi di me … e, per questa debolezza, spero sempre che tutti, soprattutto gli amici, mi aiutino ad uscire dai guai, infatti mi impiccio costantemente nei fatti altrui, cercando sempre e solo la soluzione immediata. D’altronde è vero, le persone scomode è meglio evitarle, e da questo punto di vista vi assicuro che costantemente cerco di liberarmi, con molta fatica, della parte peggiore di me stesso, ma in conclusione vi prego di non dire, qualcuno è tentato di farlo, che sono una persona scomoda, non  mi piace, non è vero, anche perché non è colpa mia se esistono i comodi. Permettete allora che vi parli anche solo di un motivo per cui vale proprio  la pena di stare qui a mangiare tutti i giorni pesce, riso e molta polvere sulla strada. Parlo dunque dei bambini. E’ da quando sono entrato in Seminario, avevo vent’anni, che svolgo attività con i bambini, la cosa naturalmente non riguarda solo me … ora devo confessare a tutti alcune cose davvero interessanti e simpatiche per le quali, forse non ci crederete, riesco a commuovermi in un attimo … la prima è che io non so mai cosa fare e cosa dire con i bambini, sono tra quelli convinti che mediamente le donne siano molto più adatte, certamente fino al nono mese, ho dunque l’idea disastrosa che la cosa più intelligente sia di lasciarli giocare liberi evitando che si facciano del male e che facciano scherzi pesanti, i maschi, alle bambine; la seconda è che non ho mai raccontato storielle nelle prediche, del tipo di quelle che poi bisogna spiegare con il Vangelo che si intende spiegare con le storielle (alcuni colleghi possiedono delle  vere e proprie collane) e tanto vale parlare del Vangelo e di Gesù, i bambini stanno più attenti, tirano un sollievo e capiscono subito. Ma la cosa più segreta, forse vi sembrerò vanitoso, ma è la verità, i bambini mi hanno sempre accolto con grande gioia, no, direi di più, con entusiasmo. E la cosa è tanto più vera quanto più personalmente sono alieno agli spupazzamenti, al cambio di voce quando si parla con i bambini pensando che siano scemi, naturalmente dopo aver letto e assimilato Charlie Brown e Mafalda. Dico questo non da sprovveduto, so che per colpa di quattro per quattro deficienti senza identità e dignità, ci troviamo a vivere e forse a rivivere, lo dico con una tristezza infinita, il tema degli abusi sulla prima infanzia e nei confronti degli adolescenti, che è una cosa un po’ diversa … nel primo caso è sopraffazione nuda e cruda, quella delle macine al collo … nel secondo tutto si maschera dietro la cosiddetta direzione spirituale, dimenticando che nella fede proprio Gesù ci insegna ad essere liberi e a lasciare in pace gli esseri umani …  è vero che esiste anche la direzione spirituale autentica ma questa riguarda  poco più dell’otto per mille dei casi, che del resto è la nostra percentuale … in questo secondo caso calci … nel …  e profetizzo, … dopo i preti cattolici, verranno i pastori protestanti, i maestri rabbini, e infine verrà il tempo dell’orda degli psicologi, le nuove guide di tutti su tutto, con la differenza che i primi tre, bene o male lavoravano gratis …  Devo qui aprire una breve parentesi: a causa ancora dei fatti veri, dobbiamo lottare in modo assurdo contro i casi inventati, per i quali la mia amatissima città ha toccato sublimi vertici di stupidità … di tutto questo mi rimane ancora il fegato un po’gonfio per aver dovuto assimilare veleno a catini, a confronto del quale la cicuta filosofica è come un Martini in famiglia prima della Cena di Natale. Utile anche questo per conoscere i veri amici e soprattutto i quozienti intellettuali. Ma era solo una parentesi, … torniamo ai bambini, dopo tutte le specificazioni precedenti devo dunque solennemente confessare il fatto che io amo profondamente i bambini e  amo questa meravigliosa età che è l’infanzia dell’uomo; sento che il Vangelo , la cosa più grande e più bella che ho incontrato nella mia vita, sarebbe vero, giusto, e santo anche solo per le quattro cose che Gesù dice dei bambini, lui che ha vissuto la meravigliosa infanzia di Betlemme, Nazareth, non senza qualche spavento egiziano, e qualche spigolosa puntatina a Gerusalemme …  Per capire bene cosa voglio dire dovete percorrere in bicicletta i due km che spezzano in due parti la Parrocchia, sul grande stradone o GROUDON, trafficato, inquinato, con gente che va e gente che viene, disordinato e vivo, come tutta l’Africa … è allora che senti da ogni casa levarsi il grido … père Mario, père Mario! YOWO YOWO! (uomo bianco) sono i bambini, i più piccoli, spontanei, bellissimi, numerosissimi, da tutte le case, dai negozi dove le mamme vendono, sono i piccoli alunni delle scuole che escono a frotte … sono gli stessi bambini che la Domenica mattina, quando leggo il Vangelo in lingua FON, sono sotto l’ambone raggruppati, numerosi come le stelle del cielo e ti guardano con gli occhi sgranati, alla fine l’applauso di tutti è scrosciante commosso e prolungato … duemila persone che applaudono il vangelo e i bambini pronti a sorridere e a salutarti da lontano se solo sei capace di posare fugacemente il tuo sguardo nei loro occhi … qualche volta sono le donne per strada che chiamano père Mariò Bonsoir! Le fanciulle si inchinano un po’ coloniali Bonjour mon père…! E anche gli uomini con rispetto sgranano gli occhi nel vederti … esclamano WOYO! (Bianco uomo)… l’11 febbraio Madonna di Lourdes volevo inviarvi la mia omelia, ma poi mi sonno trattenuto, mi sembrava di tediarvi … il giorno precedente avevo visto sulla strada di sabbia una scena semplice che mi aveva colpito: una bambina di 11 -12 anni con un fascio enorme di legna tenuto in equilibrio sulla testa sotto il sole implacabile delle ore 15 indossando solo gli slip,  seguita a cinquecento metri dal fratellino 9 anni, medesima divisa, un fascio meno grande, medesima abilità e infine , a due trecento metri, penso la madre, con un peso davvero enorme sulla testa … tra tutto un percorso, noi naturalmente  in jeep, di almeno tre-quattro Km … mi è venuto in mente subito che Lourdes in francese vuol dire proprio ‘pesante’, che Bernadette aveva ricevuto l’invito dalla mamma di stare a letto perché  non c’era niente da mangiare, il papà era stato accusato per un furto che non aveva commesso e imprigionato ingiustamente, e infine Bernadette è uscita quel giorno con i fratelli per raccogliere la legna sul fiume … qualche volta è bello piangere, quando si incontrano i bambini, che bisogna tornare ad amare senza paura, quando si incontrano i fratelli più poveri che continuano a portare il peso del mondo, un mondo sul quale Maria ha camminato, riempiendolo di luce, donandoci il Figlio, l’Unico vero Signore del nostro cuore e della nostra vita. Concludo questo scritto agli amici ricordando che prima dei bambini sordo-muti questa sera ho incontrato il gruppo di Handicap Plus che alcuni di voi hanno aiutato in modo fantastico; Gloria la prima operata e fornita di protesi era in prima fila, tranquilla e felice nonostante le fatiche che dovrà ancora affrontare. In quegli occhi luminosi davvero molto semplici e belli si rivela sintesi di tutto quello che ho cercato di dire. Agli studenti del Seminario, 140, dai venti ai trent’anni, provenienti da tutto il Benin, che mi considerano ormai un grande filosofo (sempre per via di una grande gentilezza e generosità d’animo) ho detto nel silenzio più profondo che… J’aime l’Afrique  et mes amis aussi.