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2012

NOTIZIE 2015NOTIZIE 2014 - NOTIZIE 2013 


 

 

Carissimi alla sera della Immacolata dobbiamo dire che con lei tutto è già andato per il meglio, anche il nostro SINODO, dunque coraggio.

Nel frattempo vi informo che Marc è travolgente, ha già formato la sua squadra di calcio, forse hanno eagerato con il numero, sono diventati 14. nella squadra ci sono anche 5 fratelli (ho pensato alle famiglie numerose di Mario Sberna)...

Anche SIMPLICE ha formato la sua squadra, il torneo si terrà in parrocchia con le altre squadre, penso che arriveremo a 6 squadre...forse di più ...un evento storico nella zona non dico in Africa ...
Nel frattempo LEONCE, amico di MARC, continua ad andare a scuola, vi nvio la foto con la zia 
Leonce e Florence la quale apre presto un atelier per lavorare a casa ed accudire Leonce e i quattro figli, con il marito stiamo pensando ad un allevamento.....domani inauguriamo la nostra finanziaria minicredito...distribuiamo 7500 euro per quatrro laboratori d'abbigliamento, una farmacia, un ristorante, una rivendita, denaro che rientrerà lentamente ma costantemente all'interesse del tre per cento... ecc... CERET ha tre nuovi computer e la libreria...quasi ci siamo.

Dimenticavo di dire che la zia di Leonce, Florence, tutte le volte che viene mi porta le arance... quindi niente preoccupazioni per le vitamine, ieri mattina è arrivato ODILLON con il papà... credetemi... ha percorso circa 65 km a piedi partendo alle dieci di mattina da PORTO NOVO per tornare dal Papà il curé di un villaggio lo ha poratato da noi in moto. Storia ancora complessa ... genitori divisi, la mamma non lo accudisce bene , il papà lo tiene con sè ma il ragazzo è vivace e non è sottomesso alla nuova compagna, affidato allo zio materno praticamente diventa il piccolo domestico della casa ... ribellione, non vuole tornare dalla mamma ... per il momento lo aiutiamo ad andare a scuola ma parlerò con la mamma, presente la compagna del papà gli chiedo di essere più generoso con gli altri, per il momento ha dimostrato di avere una forza e un coraggio incredibile, dunque...scuola....aiuto in casa...sport  e se tutto andrà bene, se tutto andrà bene ... una bicicletta per fare la distanza...l'ho visto sorridere con i grandi occhi e tutti i denti appaiati...per ora si accontenta del pallone ...come potete vedere dalla foto...


ma la sorpresa è questa mattina mentre faccio il recupero con i miei allievi africani, età media 47 anni, che mi seguono come degli scolaretti prendendo appunti, pensando che io dica solo cose importanti...e per non deluderli dico solo cose importanti ...in realtà il giono precedente ho spiegato Aristotele in Seminario, li ho minacciati, dicendo loro che fino all'esame è il pensatore più importante dell'umanità e che dopo l'esame possono fare come facciamo noi, disprezzando la filosofia... veniamo interrotti da due piccoli, lei grandicella e lui davvero piccolo sui 6 anni... stavamo proprio dicendo che non si può annunciare il vangelo se poi si trascurano i più piccoli e i poveri...già proprio in quel momento...  dico loro di aspettare e finita la lezione ...abbiamo il primo colloquio... non riusciamo a capire chi li ha mandati ma scopriamo che abitano a pochi metri da MARC ... INES si chiama, mi dice che il papà li ha mandati...sono senza la mamma e sono in 6, INES ha dodici anni e mezzo... le dico che incontrerò il papà e le dico anche chiamandola vicina che le chiedo solo una cosa, di dire la verità, altrimenti potrei tagliarti la lingua...! sorride...quanti sono i denti veri? appaiati perfettamente , come in Africa succede speso... l'incontro con il Papà la sera, sempre con Basile... voglio Ines e fratelloapere chi l'ha mandato e mi dice che è stato lo Spirito Santo..penso che lo Spirito santo è davvero Dio, se riesce ad essere presente contempraneamente al SINODO e nel cuore di quest'uomo....ha conosciuto la storia di Marc e ha pregato...faceva l'autista e con la moglie riusciva a fare tutto ma la moglie è morta all'ultimo parto... è dovuto stare a casa con i bambini...leggo un dolore profondo, gli ho chiesto se le voleva bene,...si è commosso chinando il capo.. gli ho detto che i bambini andranno tutti a scuola e avranno il necessario per mangiare e che deve solo fare un progetto per riprendere bene il lavoro, magari allevando animali......gli ho chiesto una preghiera...mi ha detto che  porta sempre tutti i bambini insieme in Chiesa e chi mi ha già visto più volte alla messa...
Lo so, lo so, state tutti facendo i calcoli e state pensando che mi sto mettendo nei guai ... ma devo dire che la colpa è vostra e poi il mondo non è già andato per il meglio...?
Devo aggiungere una cosa tragica...qui non c'è la guerra, non c'è la grande discarica, non ci sono gli integralisti islamici e i commercianti di avorio, non c'è il villaggio turistico con all'esterno quelli che muoiono fdi fame, ...passano soltanto talvolta i francesi con i carichi di URANIO rubati al NIGER mentre i CINESi rubano il legname ... ma questa volta è Christian il catechista, presente alla messa della sera..il mattino è uscito imprudentemente sullo stradone con la moto e una macchina a tutta velocità lo ha travolto, lui è piombato con la moto in mezzo ad una rivendità di benzina open air che è esplosa carbonizzandolo in un istante...l'autista non si è fermato...  lascia una giovane donna con quattro bambini ... tra qualche giorno vado a vistarli... quando penso al funerale mi viene la pelle d'oca pensando ai canti e alla lamentazione di una donna in lingua FON, no, non era una donna, era tutta l'umanità in questa valle di lacrime  ... eh perchè qui mi è diventato quasi naturale piangere?
 
Buona notte

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Romeo e Marc
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Leonce 10 anni
 
apprendista
elettrauto
ha saputo
da Marc che si
può andare a scuola
e avere un pallone
ci ha cercati
trattando la cosa da solo 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

Manca la la foto di SIMPLICE,

12 anni ho sbagliato strada al buio e mi ha seguito…

andava a scuola senza divisa e senza mangiare, molto bravo a scuola…

 

SURREALISMO              

                                           Leonce va a scuola …

                                                     Alleluja…
                                Leonce, non fu un capriccio a generarti…
                                                    …Alleluja

Il surrealismo è quel movimento artistico che forza i cardini stessi della realtà creando un altro mondo. A volte gli esiti sono straordinari come nella pittura onirica e cosmica di Dalì o all’inizio del Maestro e Margherita di Bulgakov, dove in una livida Mosca notturna, il diavolo WOLAN accosta due intellettuali del regime: uno dei due ha scritto un articolo che nega la storicità di Gesù e il diavolo, che appare sotto curiose sembianze, non più intelligente dei due ma certamente più esperto delle cose di questo mondo, dice tra l’ironico e il sorpreso, che è poi il grottesco, ….come?,… quando hanno ucciso Gesù io ero presente…! Spiegare perché gli uomini abbiano bisogno di surrealismo equivale a spiegare Pinocchio o le favole di Grimm. Ma è anche vero che talvolta l’originalità di ciò che improvvisamente accade dipende dall’occhio di colui che guarda, e infine, talvolta le coincidenze sono al limite del paradosso, rendono la realtà come se fosse davvero surreale…dunque quello che racconto è realmente accaduto, non stavo sognando. Il sogno infatti è un’altra cosa ancora; ricordo la gentile e anziana signora, colta e appassionata di RAVASI, che mi raccontò di avermi sognato la notte mentre, insieme passeggiando sulla riva del mare, le spiegavo e commentavo i salmi (faccio notare che sono 150!)…al che prontamente ho risposto,…ehm, signora, naturalmente la ringrazio di avermi preferito all’illustre biblista, pubblicista televisivo e cardinale, ma… aggiunsi, la prego, non mi faccia lavorare anche di notte!! Quello che ora racconto è dunque surreale e veramente accaduto allo stesso tempo… giudicate voi.

E’ Martedì, lo stesso giorno in cui, come sapete, ho incontrato una donna folle e disperata sulla strada, lo stesso giorno del COLOQUIO CERET su FEDE e RAGIONE in AFRIICA. Il lavoro nell’Ufficio di CERET è finito più tardi del solito. Siamo a 500 km dall’equatore, questo spiega perché si è fatto buio in pochi istanti; mentre richiudo le porte a saluto il guardiano, inforcando la mia potente SUPERISAIABIKE, mi accorgo di non avere con me il cellulare che mi serve come fanale…un bel guaio davvero, due KM senza fanale con dei punti dove non si vede assolutamente nulla…scarto immediatamente l’idea di chiamare la CROIXROUGE come io la chiamo, e cioè qualcuno che viene a prendermi in ‘voiture’…mi metto sullo stradone e capisco che è meglio andare contro mano sulla parte riservata ai pedoni, il pericolo di essere falciati alle spalle qui è normale, gli incidenti anche gravi sono all’ordine del giorno…forse è una mia impressione europea post colonialista, ma talvolta ho l’idea che i nostri amici africani dinanzi ad un ostacolo tendano ad accelerare. Forse sono inconsciamente memore di
Leonce va a scuola …
Alleluja…
Leonce, non fu un capriccio a generarti…
…Alleluja
quella volta che raggiunsi il Grande Coro Insieme a Passirano per uno dei 5000 favolosi concerti, ed ebbi la malaugurata idea di dire a Patrick, amico nigeriano ospite in canonica vestito per l’occasione con il lungo abito bianco da cerimonia, di mettersi alla guida della mia poderosa PANDA 750, aveva appena ‘fatto’ la patente …in poche parole sono sceso dall’automobile con le gambe che tremavano … Patrick infatti accelerava in prossimità di ogni stop e considerava la linea centrale come un optional … naturalmente mi guardavo bene dal fare delle osservazioni troppo brusche per non trovarmi improvvisamente nel fosso a raccogliere lumache…per cui avanzavo con sostanziale autoironia pacate illazioni del tipo … may be Patrick ,… can you drive slowly when you see the stop?…, right hand Patrick please …if you like, I pray you, maybe, thanks… oh my God! eccetera…
Decido dunque di andare contro mano procedendo lentamente e facendo attenzione a non impattare qualche pedone, soprattutto le donne che rientrano alle loro case, furtive, come ombre striscianti, con i grandi negozi ambulanti sulla testa…non vi dico i saluti…YOVO’, père Mario, Abbé… qualche motociclista che arriva contro mano illuminandomi con i potenti fari e vedendomi improvvisamente pedalare contromano non risparmia le proteste. Ho capito che qui coglierci in fallo è una passione soprattutto per gli adulti. In banca una volta il cassiere mi ha fatto saltare la fila e un giovanotto mi si è parato davanti dicendo con tono seccato che non era il mio turno…turno che io osservo sempre regolarmente … ma quando sono gli altri a prender iniziativa preferisco non perdere due ore di tempo prezioso…in quell’occasione ho guardato il giovanotto con la mitezza che tutti mi riconoscono e gli ho parlato in italiano…l’effetto di un’altra lingua è sconcertante, una cosa che consiglio a chiunque, soprattutto per debellare l’arroganza di coloro che chiedono, … rispondete dunque nella vostra lingua madre con tranquillità!...trovo la cosa disarmante…il giovane in questione è andato letteralmente in confusione…
Ad un certo punto come tutti sapete devo girare a sinistra e così percorrere almeno 400 m sulla pista di sabbia… pedala pedala, evidentemente ho perso l’orientamento,… ma essendo su una strada diritta capisco che in ogni caso non mi resterà altro da fare che ritornare indietro; ho la certezza di essermi perduto quando vedo il grande TABLEAU del CARREFOUR, sono arrivato a SODOHOME un km oltre la svolta che dovevo fare…decido allora di essere almeno per una volta saggio, giro la bicicletta, e decido di andare a piedi e continuare allegramente questa passeggiata africana nel semibuio…ho capito finalmente che qui in Africa devi essere pronto a tutte le evenienze…Scopro che andando a piedi a maggior ragione tutti salutano… dove non c’è corrente sono accese delle candele, oppure le lampade a petrolio, qui si vende e si commercia fino a tarda ora, … tutti giurano che chiunque decide di vendere è certo che qualcuno deciderà di comprare, domanda ed offerta in perfetto equilibrio…sono già le otto di sera, in canonica mi aspettano per la cena…la cosa più divertente è che con le mamme e le nonne che vendono ci sono anche i bambini…sono loro che ti individuano salutando gioiosamente…li vedi anche perché sorridono, tutto il resto è buio…un momento di luce intensa davanti ad una buvette illuminata, qui i locali funzionano fino a tarda ora con musica ‘a canna’, come dicono i nostri giovani… musica caraibica diresti, scopri poi che la
musica caraibica è nata proprio qui; il GOUDRON by night è una cosa che non conoscevo bene…ad un cero punto impatto un cartello con scritto…traduco…Guaritore riti VOUDOUN previsione del futuro, guarigioni e medicina tradizionale…la casa è illuminata ed aperta,… intravvedo una donna inginocchiata con davanti qualcosa sul pavimento… procedo nel buio e qui mi accorgo di essere seguito… mi è già successo altre volte, ricordate Marc e il fratellino…
Una sera non avevo la bike e sono tornato a piedi…dopo cento metri ho sentito dei passi, qualcuno mi seguiva … quando mi sono girato ho visto il solito lavoratore di nove anni che mi seguiva, agile e sporco…abbiamo cominciato a camminare insieme e a parlare …lui era evidentemente contento di camminare con me ma non capiva nulla di quello che dicevo…ripeteva continuamente con allegria ça va ça va …cominciava allora a piovere … fu allora che arrivò père HYachinthe con la JEEP la CROIXROUGE per l’appunto, caricò il bambino in mezzo tra noi due ai posti di comando, …cominciarono a parlare in FON…quindi lo abbiamo accompagnato a casa, si chiamava ROMAN, lavorava come meccanico apprendista, …pere Hyacinthe gli ha dato un po’ di denaro, il bambino-adulto era visibilmente contento…fu allora che mi venne l’idea martellante di fare qualcosa di importante per questi bambini…non ho più rivisto Roman, ma prima o poi lo rincontrerò…ho capito anche che ça va è sufficiente quando si cammina insieme … Un’altra volta era ancora giorno quando, tornando verso le 17,30, un altro piccolo operaio ha cominciato a trotterellare dietro di me, mi sono girato, l’ho chiamato, ma non capiva proprio nulla, solo sorrideva, fermandosi a qualche metro di distanza…allora ho fermato un ragazzo che tornava da scuola per fare da traduttore…il bambino si chiamava EURIPIDE…pensavo allora di tessere un dialogo ma fui presto circondato da una quindicina tra bambini e bambine che tornavano da scuola e il dialogo fu coperto dalle altre presenze… talvolta ripercorro la strada alla stessa ora nella speranza di rincontrare Euripide, devo anche dire, con un certo rispetto per la classicità greca. …attendo gli eventi…
Dunque sono a piedi e sono seguito, bicicletta alla mano,…mi giro improvvisamente e vedo un ragazzino sugli undici anni, magro, con la tendenza a diventare alto, con lo sguardo vivace, il sorriso e gli occhi che illuminano il buio… evidentemente vuole chiedermi qualcosa…faccio notare che talvolta brutalmente ragazzi e ragazze, qualche adulto, chiedono perentoriamente ‘Argent’ YOVO’ Argent… al che io rispondo che l’ argent è frutto del lavoro … il ragazzino senza che io dica qualcosa mi dice … je suis seul, sono solo…! Ci mettiamo a parlare, non capisco bene tutto, e per qualche giorno ci sarà un po’ di confusione… di fatto penso tra me e me, ho perso la strada e qualcuno mi ferma dicendo di essere solo senza conoscermi con la certezza che io l’ascolterò…benvenuti nel surreale…! Dopo cento metri di dialogo impossibile e gioioso (il ragazzo è molto intelligente, furbo e simpatico) ci accostano altri due ragazzini…impiego almeno due minuti a capire che l’uno dei due è MARC…sorpresa…! Associo le cose rapidamente…Marc ha cominciato a parlare della sua esperienza, il nuova arrivato vedendomi vagare nel buio ha certamente pensato che fossi proprio io l’amico di Marc … in poche parole l’appuntamento sarà per il
giorno successivo,…conoscete già il discorso…: se sarai leale ecc. ecc potremo aiutarti, io ho molti amici che hanno i loro figli, ma che si preoccupano di tuti i bambini e di tutti i ragazzi del mondo,… il ragazzo si chiama SIMPLICE.
Gli incontri che sono seguiti sono almeno cinque. In uno di questi incontri, presente Basile, Simplice è venuto con la mamma, vedova, non più giovane, che quando riesce lava i panni ad altre persone…la situazione è anche qui precaria, al punto che Simplice, va a scuola senza divisa e talvolta senza aver mangiato … con tutto questo riesce ancora ad essere uno dei più bravi a scuola. Gli occhi di Simplice … quando è venuto a farmi vedere tutte le cose acquistate per andare a scuola regolarmente, qui si dice ‘furniture’, spiegano perché nel mondo abbiano dipinto Raffaello e Michelangelo, e perché sia nato uno che si chiamava Mozart. Simplice ha certamente i tratti del capo, siamo d’accordo che arriverà in Parrocchia con Marc, Romeo e gli altri amici al primo torneo di calcio che stiamo organizzando, sarà un grande evento storico per i ragazzi… penso anche che, se non avessi perso la strada, Simplice sarebbe diventato capo banda di qualcosa di meno piacevole, ma niente mi autorizza a pensare di essere diventato improvvisamente il salvatore del mondo. In una delle tante visite Simplice è arrivato con Auriel piccolo e magro ma estremamente vivace, figlio del benzinaio al CARREFOUR; ci ha chiesto un MAILLON, una maglia per il calcio…a mia volta gli ho posto un problema serio… … ma, tu metti la benzina nelle moto?…si, aiuto mio papà…ascolta Auriel, devi stare molto attento alla benzina…quando la versi nel serbatoio cerca di non respirarla, altrimenti diventi anche tu come una moto e vai anche tu a benzina…Basile traduce e tutti ridono forte… Auriel, non è uno scherzo, anch’io quando sono in bici sono tentato di fare il pieno bevendo una bottiglia di benzina, ma è una cosa che ti sconsiglio, altrimenti devo cambiare mezzo di trasporto e prendere una cassa da morto con le ruote e il motore……devi stare attento davvero…traduzione e risata ancora più forte. Avverto il lettore che quello della benzina venduta in questo modo artigianale è un problema di tutto il BENIN e di gran parte dell’AFRICA. Qualcuno starà obiettando che mi interesso solo dei bambini e non delle bambine…per il momento è quasi vero… in verità io penso solo di avere incominciato una cosa che altri continueranno meglio di me, in poche parole aspetto rinforzi…
Sono ancora sul GUDRON nel buio di una giornata surreale … saluto i miei amici, ritrovo la via di casa, nel tratto buio sulla pista di sabbia guardo un cielo pieno di stelle, mi fermo per qualche minuto a contemplare, mi viene in mente Abramo, poi Leopardi, e poi Simplice, Marc, Roman, Euripide, Aureil, ogni bambino ha un nome, ricordo la ninna nanna, Dio chiama per nome le stelle e i bambini … entro nella canonica illuminata, mi scuso per il ritardo, accenno qualcosa a Padre Guerin, parigino DOC, che scuote il capo simpaticamente …’une autre des vos adventures je crois’…capisce che è successo ancora qualcosa in una giornata già ricca di eventi, qualcosa di paradossale e surreale… ormai mi considera un carismatico, sulla nave dei folli … c’è molta allegria…
 

… questa volta proprio non è colpa mia.

Sono stato indeciso a lungo se raccontare la cosa oppure no. Ma poi, considerando che tutta Bohicon ne sta parlando e dunque Abomey e Cotonou, mi sembrava sbagliato privarvi di una conoscenza già pubblica. Devo aggiungere anche che, qualora vi fosse qualcuno pronto a scandalizzarsi… che non deve prendersela con me, ma con il Vangelo che io seguo alla lettera quale manuale di istruzioni; essendo infatti l’opposto di quello che si dice normalmente un santo, non posso seguire le ispirazioni personali; consapevole dunque che la mia agiografia non verrà mai scritta e dunque di necessità non interesserà a nessuno, mi sento alquanto libero di essere schiavo del vangelo. Del resto ho già avuto grandi sorprese nella vita proprio per questo motivo … ricordo il sacerdote più avanti negli anni che sapendo della nostra (siamo un gruppo) attività sulla strada mi disse con sottile ironia, adatta a tagliare i quarti di bue…anche stasera vai a prostitute? Il giorno prima avevo raccolto le lacrime sconsolate di una ragazza torturata per prostituirsi sulle strade della mia amata Brescia, aveva vent’anni…era bastato dirle che conoscevo il suo luogo di provenienza in Albania, per vederla piangere a dirotto…Ma non meno delicato fu quell’importante responsabile diocesano con cui mi sono trovato a tavola…oh finalmente conosco il famoso don…, che poi curiosamente sarei io, bella, bella attività importante…anch’io ho conosciuto delle prostitute; ci hanno aiutato molto bene per soddisfare alcuni disabili, veramente molto brave, hanno fatto le cose benissimo… Naturalmente dovete tenere conto che, sempre per via del manuale di cui sopra, non viaggio con la pistola carica, made in Brescia, che tra l’altro neppure possiedo…ma il momento era certamente quello giusto. E non è finita qui, trovatomi in mezzo a codardi e confusi, da semplice ragionatore credente, ho dovuto dire alla mia amata città che era in preda ad una follia che stava distruggendo la vita di onesti cittadini … per fortuna tra noi pochi conoscono la filosofia, altrimenti avrei dovuto bere cicuta…sta di fatto che un confratello coetaneo ha raggiunto l’estremo della raffinatezza, quella per intenderci che serve nelle segherie di montagna per tagliare a pezzi i tronchi plurisecolari, quando, a tavola con altri confratelli, ha detto ad alta voce: quando sarai in paradiso diventerai il santo protettore dei pedofili …(nessuno dica che invento, ho testimoni autorevoli).
Ma veniamo al fatto. Alle 9,30 ero atteso nel CENTRO CERET per il Colloquio su RAGIONE E FEDE IN AFRICA, di cui ero animatore e primo relatore. Sempre in sella alla Bike made in ISAIA, quando sul famoso GUDRON che alcuni di voi ormai conoscono, vedo una scena davvero singolare ai bordi della strada…viaggiavo sostenuto ma non abbastanza per non vedere sul lato opposto un essere umano totalmente nudo che si grattava disperato la pelle nera che sembrava avesse l’intenzione di diventare bianca; la prima impressione era quella di una corteccia di ebano che si agitava convulsamente… il Gudron in quel momento era in grande movimento con tutta la gente che vi lavora e passa,
piccoli e grandi…ma, nessuno si era fermato, l’individuo un po’ indecifrabile e chiaramente in preda a un tormento indicibile, era totalmente solo…nudo e solo. Ho viaggiato 20 metri in avanti, … quasi quarant’anni di prediche all’attivo, se si considerano naturalmente i primi catechismi e i discorsi come capo scout, e… il manuale che ti salta in testa con le sue parabole impossibili…e la coscienza che ti insulta: vigliacco, dove vai? Torna indietro (ve l’ho detto che non sono santo, con me occorrono maniere forti) … fai il sacerdote e il levita che ha fretta? Ti aspettano al tempio… per dire le solite quattro… ! Dunque sono tornato indietro… ho scoperto che era una donna, longilinea, confusa all’estremo, con un evidente tormento su tutto il corpo, una scena dantesca… avevo appena celebrato l’eucarestia e fatto colazione, avevo preso il testo della mia riflessione filosofico-teologica in fretta e andavo al luogo dell’incontro… sono sceso dalla bicicletta e le ho detto in francese che l’avrei aiutata, di stare tranquilla, l’ho accarezzata sul capo, mi sembrava la stessa cosa l’Eucarestia che avevo distribuito…ho pensato che san Francesco l’avrebbe baciata e guarita in un attimo, io al contrario ero consapevole di essermi cacciato nell’ennesimo pasticcio…i miracoli non sono mai stati la mia specialità, la cocciutaggine sì.. so anche che in questi casi non si deve usare la violenza, la pazienza deve essere illimitata, si ricevono insulti e qualche volta sputi…cosa che in parte, solo in parte, è puntualmente avvenuta…nel frattempo almeno un centinaio di persone, forse molte più di cento si erano fermate… un gruppo di ragazzi ha accennato a ridere ma li ho fulminati con lo sguardo in un istante; inutilmente ho chiesto dell’acqua o degli abiti nuovi… non una donna si è accostata…alcuni giovani mi hanno chiesto se la conoscevo, ho risposto che certamente la conoscevo ed era anche la prima volta che l’incontravo, qualcuno infine si è avvicinato …tra una inutile chiamata telefonica e l’altra, l’appello ugualmente inutile alla Polizia, il Vicario generale che andava all’incontro, un altro sacerdote di passaggio, a tutti chiedo di chiamare qualcuno, niente da fare, …resto sulla strada con la donna che non accenna a calmarsi per almeno quaranta minuti, ma non demordo … il segretario del Vescovo mi chiama, gli spiego che devono cominciare senza di me perché sono impegnato a causa di problemi famigliari urgenti…nel frattempo parlo continuamente con la donna, scopro che parla francese, resta sempre con un comportamento bizzarro, finché, non si sdraia ai bordi della strada,… qui in Africa è facile pensare che sia posseduta dal diavolo, e io, cocciuto, rifiuto questa ipotesi che diventa un alibi, ….finalmente mi risponde al telefono padre Hycinthe, il mio parroco giovanissimo di 36 anni, intelligente e coraggioso…mi dice che arriverà in un momento. Mantiene la Parola, … penso io a tutto …andate, vi attendono al Convegno… La donna ora è ricoverata, e la mia, nostra famiglia, è aumentata di numero; penso anche che non incontrerò più personalmente questa donna, mi prenderò cura di quelli che la seguono, come d’abitudine finchè sarà necessario.
Riprendo la bicicletta e arrivo alla sala del convegno…25 minuti di ritardo…mi scuso con il Vescovo e con i presenti…scusate un impegno famigliare urgente… La Fede e la Ragione sono come le due ali…
…Questa volta proprio non è colpa mia
 

Insegnare in Africa è davvero una esperienza singolare. L'aspetto più avvincente è la sproporzione tra la logistica e la vivacità delle intelligennze. Questo vale in particolare per la formazione culturale dei redenti. Qui è arrivata una fede forte e le intelligenze sono giovani e aperte ... il nostro fraterno contributo di esperienza e di metodo può diventare una carta vincente ... vi trasmetto il nuovo DEPLIANT conoscitivo di CERET. La scuola dei laici è cominciata, gli alunni sono adulti in numero di 130 divisi in due corsi formazione. Io seguo e anche insegno nel corso A, di base, VANGELI FON FRANCESE LITURGIA e SACRASCRITTURA...esperienza forte, semplice e molto bella...da questa scuola possono nascere grandi iniziative di servizio per i più poveri. Contemporaneamente insegno filosofia a 70 studenti seminaristi da tutto il BENIN, esperienza superlativa, si leggono i testi ed è in corso di creazione un teatro filosofico... se qualcuno, che ama in particolare la formazione, vuole aiutarci, potremmo creare insieme una esperienza significativa in AFRICA a favore della gente più povera e soprattutto dei giovani. Preciso, ma non ce n'era bisogno, che io insegno gratuitamente e cerco di fare avere a tutti gli studenti i supporti caratacei e informatici per studiare ad un livello dignitoso...se qalcuno come me ama la scuola ci può aiutare....grazie a tutti, è vero come ci ricorda la liturgia in questi giorni che tutto passa...cerchiamo di farlo passare il meglio possibile, ...poi la vita eterna....vs dmn

                    

 

MarkOggi Marc mi ha cercato…

Si è ritrovato a camminare, forse correre, sul Goudron mentre si scatenava il diluvio ... fino alla fine di ottobre gli acquazzoni qui sono frequenti, la forte evaporazione e il passaggio stagionale delle nubi creano l’incanto, il cielo cambia continuamente forme e colori ... scalzo, con un  curioso paio di occhiali da sole aggiustati sulla testa, intirizzito... si chiama Marc. Ha chiesto al guardiano della Procura, dove si trova il nostro Centro Studi, di potermi semplicemente salutare. La storia di Marc, nove anni, e del suo fratellino, 7 anni, di cui non ricordo il nome, é molto semplice. Una mattina di tre mesi fa, ero in bicicletta, e mi sono immesso sul grande stradone, poco prima delle otto di mattina; i due fratellini, a distanza, hanno cominciato a rincorrermi senza un particolare motivo. Quando rallentavo rallentavano e quando mi fermavo si fermavano. Ho deciso allora di aspettarli, chiamarli e parlare loro. Ho scoperto che andavano a lavorare, il più piccolo come Forgeron, fabbro che batte il metallo rovente, e il più grandicello Saudeur, saldatore, in due Atelier a pochi distanza uno dall’altro. Il dialogo non era facilissimo, io con il mio francese della Repubblica Cisalpina  e loro con un FON stretto ed un francese coloniale, gesticolato, abbastanza comunque per capirci, in tutto il mondo infatti si puo’ comunicare, basta volerlo. Chiesi loro se volevano andare a scuola ma furono reticenti, resi forse un po’ sospettosi del mio continuo chiedere a mo’ di Crocerossina e di aderente alla Campagna per l’integrazione del diverso. Decisi dunque di  riprendere il percorso in bicicletta, chiedendomi molto semplicemente che cosa facevo a nove anni e la prima cosa che mi è venuta in mente è il pallone. Per questo li ho aspettati al negozio della Procura acquistando loro due palloni nuovi, di cuoio, quelli che fanno impazzire i bambini e accendono la nostalgia degli adulti non più giovani, con le ginocchia rotte (sempre per via del pallone). Una seconda volta li ho ritrovati, circa un mese dopo e ho chiesto se volevano mangiare qualcosa, hanno fatto un cenno deciso di assenso con il capo, e tutto si è risolto con gli Akajoù, specie di arachidi essicate che smetti di mangiare solo quando sono finite.

Ora Marc è venuto a cercarmi, sotto un acquazzone violento di inizio ottobre; naturalmente io non l’ho identificato subito, il guardiano molto disponibile gentilmente traduceva, ... sono Marc, sono quello al quale ha regalato il pallone e comprato gli aKajou, volevo salutarla ... Certo, mi ricordo bene ora,  ma, dov’è tuo fratello? E’ ancora al lavoro... Sei tutto bagnato ...! (nessuna risposta) ... dimmi Marc qual è il salario che prendi a lavorare?...interviene il guardiano sorridendo... non prende salario, impara solo il lavoro ... ma, riprendo io, hai mangiato qualcosa oggi ...? Si, il mio padrone mi ha dato dell’ Akassà (polentina di mais), ..; mi sembra un po’ poco, rispondo io, hai ancora fame? Si, annuisce con il capo... Ascolta Marc, ti do qualche moneta per mangiare, va bene, puo’ bastare? Si, grazie!  Ma, ... dimmi Marco, toglimi ancora una curiosità,... tu vuoi andare a scuola? Si, voglio andare a scuola!Allora, dovrei parlare  con i tuoi genitori, posso parlare con tua mamma..? No, io non ho la mamma, mia mamma è morta...! Ascolta Marco, posso allora parlare con il tuo papa? Si’, mio papà ha un’altra donna, é la mamma di mio fratello... Ascolta Marc, lunedi’ mattina alle nove ti aspetto con tuo fratello e tuo papà, pero’ devi promettere che ti impegnerai a scuola, se vuoi veramente studiare, vedrai, non ci sono problemi... Grazie...Ti aspetto lunedi’, alle nove, d’accordo? Si ...

Marc si allontana, a piedi nudi tra le pozzanghere, la pioggia è diminuita d’intensità. Come lui troppi bambini che tutti vedono ma non c’è iniziativa.  Da alcuni mesi mi tormenta l’idea che questi bambini aspettano che si scuota la mia pigrizia. Penso questo e faccio l’elenco delle cose che ho ricevuto durante la giornata, mi basta l’esame di coscienza, non mi interessano gli affari degli altri: mi sono alzato e ho trovato una doccia, rudimentale ma funzionante, ho concelebrato la divina Eucarstia con un sacerdote francese due africani, un Diacono e i chierichetti ... la Corale cantava in modo travolgente ... sembrava un pontificale; ho fatto colazione, alla fine ci é scappato un ananas, dimostrazione indiscutibile dell’esistenza di Dio; ho cominciato poi ad usare strumenti tecnologici sofisticati per stare al livello dell’umanità progredita...; ho strimpellato la chitarra che mi hanno lasciato gli amici bresciani, ho inforcato la mia bicicletta SPIRIT-LIGHT-ISAIA, made in Brescia, che tutto il BENIN mi invidia, ma che nessuno osa rubarmi perchè tutti la riconoscerebbero subito... e poi ... pranzato... cenato ... letto per dormire ecc. ecc. scusate l’elenco ... era solo per dirvi che Marc mi ha cercato ... è tutto ....dmn

Marc, una buona notizia.

 

La vicenda di Marc è diventata una buona notizia per molti. Il primo a scrivermi è stato il Vescovo, firmandosi con un fraterno don Luciano. Un carissimo amico ha letto il testo come preghiera insieme alla moglie e ai figli prima della cena. E poi altri, interessati al punto che la generosità immediata di qualcuno mi permette di fare delle promesse e anche di prevedere un incremento dell’operazione GUDRON (stradone): … decine di ragazzini, dai sette anni in su, vestiti con un maillon annerito che fanno ‘apprentissage’. Ho già letto la stessa scena sui libri di Dickens e di Dostoevskij. La legge qui prevede una pena di cinque anni per chi fa lavorare i bambini; la cosa è sotto gli occhi di tutti, ma prevale l’abitudine e l’interesse. I bambini mettono le loro piccole mani dentro i motori, tirano fili nascosti, lavano carrozzerie, trasportano oggetti e pesi … Lorent il piccolo muratore di dieci anni che ho trovato al lavoro in Parrocchia con il papà, ha già  i tratti di un uomo adulto e, da me interrogato, non ha certamente manifestato né l’idea né il desiderio di andare a scuola…credo che anche qui per conquistarlo alla causa comune dovrò ricorrere al pallone e forse, caso estremo, alla bicicletta… Il gruppo ciclistico nel frattempo è già nato, stimolato dalle mie partenze e dai miei ritorni in canonica: sono sei biciclette nuove (60 Euro cad.) donate ai sei ragazzi adolescenti che tutta l’estate hanno aiutato in Parrocchia. Ho previsto che al momento del dono sarebbero diventati dodici, allora ho deciso di farle regalare in segreto dal Curé, che qui è il Parroco…risultato? Non avevo sbagliato, se non di qualche cifra, sulla lievitazione del gruppo, ma la cosa più esaltante è che alla messa domenicale, con mille persone presenti, le biciclette erano allineate sul presbiterio, con tanto di cerimonia e consegna ufficiale …. A questo punto mi è rimasto solo il segreto del confessionale…

Ma, ritorniamo a Marc. Lo aspettavo, devo dire con  una certa trepidazione, il lunedì mattina, dopo averlo incontrato, ricordate, il sabato … Ebbene Marc  è stato puntualissimo, con il papa, un uomo dimesso dall’età imprecisabile e gli occhi che cercano il vuoto, il fratellino di Marc, Romeò, e il cugino grandicello. La vita mi ha insegnato ad essere delicato in questo genere di cose: bisogna sempre chiedere agli interessati, soprattutto in situazione difficile, che cosa vogliono fare prima di decidere insieme che cosa si deve fare e solo in casi estremi di arrivare quasi a costringere. Ricordo sempre con rammarico la ragazza albanese che le dame dell’esercito della salvezza hanno convinto, con zelo eccessivo e petulante, a cedere il bambino concepito per strada, con una evidente sfiducia nei suoi confronti… quando l’ho conosciuta era ormai troppo tardi, fu lei a lamentarsi della cosa.. sovente volendo fare il bene combiniamo solo danni.

Basile, uno dei segretari di CERET, ha l’incarico di seguire la vicenda. Abbiamo insieme convenuto che è bene che i bambini vadano a scuola, possano mangiare regolarmente tutti i giorni (in Africa quando si può si usa così) e inoltre abbiano il materiale per la scuola, la divisa, i vestiti, le medicine; e infine, last but not least, … si impegneranno nella faccende di casa e a condurre l’economia in comune. E’ così che abbiamo scoperto bene come gira  la faccenda… la mamma di Marc è morta al quarto parto, il parto di Alice. Il padre è insieme ad una altra donna che ha già i suoi  quattro figli. E’ così che alla morte della mamma i quattro fratellini sono restati in casa con la nonna. Il più grandicello, 12 anni, vive dalla zia a Cotonou …restano gli altri tre, Marc Romeò e Alice … la nonna vende arachidi, mais e sapone al mercato di SODOHOME.

Il giorno dopo Marc, con Roméo e Alice ha cominciato la scuola, … è tornato poi il pomeriggio con il fratellino e il cugino; Basile era preoccupato… è sempre serio, temo che non sia contento e preferisca tornare al lavoro…scusa Basile, la cosa migliore mi pare sia quella di chiederglielo (sempre con la traduzione) Marc…sei contento oppure no…? sì sono contentoascolta Marc, perché allora sei sempre così serio, non ti vedo mai sorridere?…(breve silenzio)…sono fatto così, è il mio carattere…! P. Nicolas, parigino, naso preso in prestito a Charles de Gaulle, presente casualmente al colloquio, esclama sorpreso con perfetto francese, che io ascolto enchanté per imparare,…par bleu! il est tres intelligent, il a une forte personalité… io confermo… oui j…ah scusate, sì sì  è proprio intelligente ed ha anche una forte personalità… ascolta Marc ti chiedo una sola cosa (Basile traduce ancora) un mezzo, un pezzettino, un morceau di sorriso pour plaisir, si il te plait…la scena è particolarmente comica, il piccolo segue tutto quello che fa il grande, prima uno poi l’altro sorridono a bocca sostanzialmente chiusa, sono gli occhi che sorridono…

Giovedì incontriamo la nonna insieme con il papà e Romeò,… non si sa bene dove sia Marc … insieme decidiamo che la nonna avrà un prestito in due rate di 150 euro per il suo commercio al mercato, mentre il papà con la stessa somma comincerà l’allevamento. Quando la nonna restituirà la prima rata riceverà la medesima somma, bisogna che aa fine i conti tornino. Prendiamo accordi su tutto.

Marc Romèo e il cuginetto ritornano sabato. Basile li ha raggiunti a scuola ed è soddisfatto, dice che il maestro di Marc è molto contento, Romeò ha qualche problema ma verrà aiutato … terminato il racconto i bambini non se ne vanno… dico a Basile…mi pare che vogliano chiedere qualcosa…  breve colloquio in FON… chiedono un pallone… l’atro giorno Marc era assente perché era a giocare a pallone con gli amici e si è dimenticato…Bene Bene, aggiungo,ma … e i due palloni ? … parentesi in lingua FON e risposta … uno si è rotto e l‘altro l’hanno perso… ok rispondo cominciando a fare un po’ di calcoli … Basile devi procurare un pallone quanto prima …. Ma senti Marc, mi aiuterai a portare a scuola i tuoi amici che lavorano sul GUDRON … annuisce con il capo e sorride con gli occhi, a bocca chiusa… 

Dunque, avete capito che ho bisogno di palloni e di un meccanico ….?

 

 

Giovani per la pace, l´abbraccio del Benin

Magda Biglia

Bresciaoggi sabato 29 settembre 2012

 
Paroli consegna la Vittoria alata al rappresentante del Benin FOTOLIVE

Nella sala affacciata su piazza della Loggia un gruppo di ragazzi e ragazze africani canta. Hanno capelli nerissimi e vestiti colorati con l´indicazione della diocesi e dell´anno della prima evangelizzazione del loro Paese, il Benin, 1861. Il loro inno è un grazie alla città di Brescia che per tredici giorni li ha accolti all´interno di uno scambio culturale. E´ un grazie al sindaco Adriano Paroli che ieri ha voluto essere presente alla cerimonia di saluto, perché oggi torneranno a casa. Uno scambio di doni suggella l´amicizia, la «Vittoria alata» per l´accompagnatore, un batik con un´immagine sacra per Paroli.
LA RIUNIONE ha chiuso per il 2012 il programma di reciproco incontro fra studenti bresciani e amici di altre nazioni denominato «I giovani per la pace», organizzato, a partire dal 2001, dalla Fondazione Tovini in collaborazione con il Comune e con gli istituti superiori cittadini. In giugno la nostra delegazione era partita da Brescia alla volta della parrocchia di Saint Moise a Bohicon, composta da iscritti al liceo Canossa, al liceo Leonardo, all´istituto De Andrè, alla facoltà di Ingegneria. Lo scorso sabato 15 invece sono sbarcati a Malpensa i compagni del Benin, tredici con tre accompagnatori. Fino ad oggi hanno vissuto un´esperienza italiana, toccando anche Bergamo e Roma con udienza dal Papa. Sono stati ospitati da famiglie: il progetto prevede che, ove possibile, siano le famiglie di chi a sua volta è stato accolto nell´altro continente.
«Si formano così rapporti stabili e i ragazzi fra loro si chiamano gemelli - spiega Giuseppe Mattei della Fondazione Tovini-; queste relazioni fra Stati, fra generazioni sono il substrato necessario per una convivenza pacifica».
Dall´inizio lo scambio ha coinvolto due volte la Casa della gioventù di Santiago in Argentina, l´Istituto salesiano del Cairo, il Centro piamartino di Fortaleza in Brasile, due volte la Fondazione Famiglia Salesiana di Salinas in Ecuador, la Casa de la juventud di La Libettad in Perù, l´istituto Sagrada Famiglia di Maxixe in Mozambico, la Missione dei Poverini di Kilolo in Tanzania e ora la parrocchia di Saint Moise a Bohicon nel Benin, dove opera il sacerdote bresciano don Mario Neva. In totale si sono scambiati con altrettanti giovani 140 studenti di 16 istituti scolastici bresciani che hanno sottoscritto una convenzione.
Il percorso è ben preparato.Prima viene fatta un´adeguata formazione con un corso di trenta ore; poi cominciano i contatti con i compagni stranieri, infine gli italiani vanno a conoscere quella realtà, con seguente restituzione del viaggio.

 

 

 

 

CEFIS


 

 

 

In sella con don Mario


 

Vedranno...

Carissimi amici di san Giulio, di san Filippo, della Noce, di Chiesanuova, tutti gli altri amici provenienti dai luoghi e dalle esperienze più diverse, che hanno partecipato all’incontro di Domenica, anche coloro che, impossibilitati, partecipano a questa nuova impresa: vi ringrazio con grande commozione, conoscendo già la vostra generosità, la vostra intraprendenza in altri campi e soprattutto le difficolà che l’Italia sta attraversando. Io ho accettato volentieri i disagi, non impossibili, di questi mesi, sicuro che il Signore sta aprendo davanti a noi le strade giuste, e che il bene, silenzioso ed efficace, si diffonde continuamente su tutta la terra. Questa mattina, mentre percorrevo la strada che conoscete, lentamente, in modo che tutti potessero superarmi, due bambini vestiti malamente, con una maglietta che tradiva il lavoro dell’officina, mi hanno rincorso a piedi per un lungo tratto. Ho deciso di fermarmi per sapere chi fossero, il primo mi ha stretto subito la mano, il secondo, più piccolo, esitava per paura. Ho chiesto loro cosa facevano e mi han detto che andavano a lavorare. Il più grande dieci anni il secondo nove. Li ho salutati, ma pedalando e ragionando ho pensato che a nove-dieci anni il mio sogno è stato quello di avere un pallone nuovo, allora li ho aspettati per cinque minuti davanti alla libreria della Curia. Quando mi hanno rivisto a distanza mi hanno raggiunto ricominciando  correre e sono entrati con me in liberia. Ne sono usciti con due palloni nuovi. Spero solo che nessuno li abbia loro rubati. Ma quando sono arrivato in Curia ho scoperto che Paulin, 13 anni, era morto durante la notte. Sei giorni fa’ era caduto da un albero raccogliendo il Mango   battendo il petto a terra, non aveva detto nulla ai genitori e ieri é entrato in coma. Il medico di guardia ha assicurato di arrivare ma in realtà stava facendo doppio lavoro da un’altra parte, molto lontano, quando è arrivato il ragazzo era già morto. Padre Hycinthe il mio giovane parroco ha seguito la vicenda tutta la notte e, sconvolto, ha sentenziato con un dolore vivissimo che i malati sono abbandonati, che occorre un vero ospedale. Non scrivo questo per suscitare una facile compassione, ma per dirvi che qui le giornate sono vive, si passa dalla gioia al dolore in modo quasi immediato, e un sentimento di fraternità universale, un desiderio di vera soldarietà, ti assale facilmente. Vi ho inviato, sempre tramite Angelo, un saluto dei miei amici che non vedono. Il programma prosegue inesorabile, il grande pranzo di trecento disabili, l’incontro con chi non vede, l’incontro con chi non sente e non parla. Penso di incontrare presto le ragazze in difficoltà del centro Barreta, i bambini orfani e siero positivi della scuola Giovanni Paolo II, i disabili di HANDICAP PLUS, e i malati mentali di san Camillo... se mi aiutate ancora io continuo... dimenticavo, ricevo dalla vostra generosità 2500 Euro, mi sembrano davvero tanti e vi ringrazio , soprattutto chi ha organizzato, cucinato e servito ... KEZE O, NA NYO Buona giornata!

Ultimo aggiornamento (Sabato 02 Novembre 2013 16:35)

 

 

Cari amici,

 
in questo mese, con il caldo a tratti feroce, non sono mancate le emozioni; ho promesso a me stesso di non cadere nel tranello del diario poetico-africano, grazie al quale più o meno tutti, pur viaggiando in paesi diversi, raccontano di aver visitato il paese più povero, fanno le fotografie più belle, incontrano la miseria più estrema, trovano il missionario più ‘folle’ e danno l’avvio all’iniziativa più autentica. Io amo la filosofia perché praticandola costantemente e coraggiosamente, grazie a Dio anche insegnandola senza mai rifiutare la tazzina di cicuta, è nel nudo essere delle cose che scopro costantemente l’intima e segreta vibrazione del mondo. Per questo mi ha sorpreso talvolta la violenza psicologica con cui alcuni esperti che hanno a che fare con l’Africa impediscono agli altri, con i loro paradossi verbali, di ascoltare in modo umile una realtà così vera, cosi complessa, cosi viva, così umana e divina allo stesso tempo, come il continente africano ed il suo popolo immenso, fatto di un miliardo di persone. Sento anche il desiderio di scusarmi se ho dato l’impressione di essere un cercatore di soldi. Ho molto riflettuto su questo in questi cinque mesi, … in realtà non è proprio così, nel mio caso personale non c’è una sola moneta che sfugga al feroce confronto con la pagina del Vangelo, … nessun servilismo, nessun compromesso, nessun patteggiamento, ma, talvolta, proprio davanti alla nuda realtà, si erge il desiderio di spezzare … di rompere in un momento … di deviare il corso delle cose … questa sera, all’ora del tramonto, per fare almeno un esempio, ho visitato con il mio giovane parroco, père Hyacinthe, il  Centro dei Sordomuti che si trova a cinquecento metri dalla Parrocchia dove vivo … 6 ragazze e 22 ragazzi dai 6 - agli 11 anni guidati dai loro animatori, pronti tutti ad accoglierci, … non so se è poesia romantica o nuda e semplice vibrazione dell’essere delle cose, lascio scegliere a voi, ma i loro occhi erano luminosi, oserei dire che erano molto belli nella penombra del giorno che finisce,… i ragazzi hanno parlato a gesti con gioia, con intensità … anch’io ho imparato subito, (infatti, dicono tutti che sono portato per le lingue), a dire sì e a dire … che ero molto contento, … con i gesti … se venite in Africa vi faccio vedere … André, il presidente, mi ha spiegato che il problema è sfamarli tutti i giorni, mi ha detto che i bambini mangiano quattro volte al giorno, (anche in Africa?) e mentre il parroco proseguiva con i ragazzi entusiasti, lo studio dei segni, ho visitato la casa:  le bambine dormono insieme in una stanza, quattro metri per quattro con i sei letti, a castello, che raggiungo il soffitto di latta; i ragazzi nelle altre tre stanze, sistemati allo stesso modo … subito mi è venuta in mente Biancaneve con i sette nani; André mi ha inoltre detto che devono pagare l’affitto e che avrebbero bisogno di  tirare su una casa adatta, ma occorrono almeno 5 mila euro per il terreno, … più la costruzione. Gli aiuti umanitari degli anni passati sono finiti. Mi limito a dire che sono uscito, anche in questo caso, personalmente impoverito, anche perché conservo l’idea magica e superstiziosa, che gli altri siano infinitamente più buoni e generosi di me … e, per questa debolezza, spero sempre che tutti, soprattutto gli amici, mi aiutino ad uscire dai guai, infatti mi impiccio costantemente nei fatti altrui, cercando sempre e solo la soluzione immediata. D’altronde è vero, le persone scomode è meglio evitarle, e da questo punto di vista vi assicuro che costantemente cerco di liberarmi, con molta fatica, della parte peggiore di me stesso, ma in conclusione vi prego di non dire, qualcuno è tentato di farlo, che sono una persona scomoda, non  mi piace, non è vero, anche perché non è colpa mia se esistono i comodi. Permettete allora che vi parli anche solo di un motivo per cui vale proprio  la pena di stare qui a mangiare tutti i giorni pesce, riso e molta polvere sulla strada. Parlo dunque dei bambini. E’ da quando sono entrato in Seminario, avevo vent’anni, che svolgo attività con i bambini, la cosa naturalmente non riguarda solo me … ora devo confessare a tutti alcune cose davvero interessanti e simpatiche per le quali, forse non ci crederete, riesco a commuovermi in un attimo … la prima è che io non so mai cosa fare e cosa dire con i bambini, sono tra quelli convinti che mediamente le donne siano molto più adatte, certamente fino al nono mese, ho dunque l’idea disastrosa che la cosa più intelligente sia di lasciarli giocare liberi evitando che si facciano del male e che facciano scherzi pesanti, i maschi, alle bambine; la seconda è che non ho mai raccontato storielle nelle prediche, del tipo di quelle che poi bisogna spiegare con il Vangelo che si intende spiegare con le storielle (alcuni colleghi possiedono delle  vere e proprie collane) e tanto vale parlare del Vangelo e di Gesù, i bambini stanno più attenti, tirano un sollievo e capiscono subito. Ma la cosa più segreta, forse vi sembrerò vanitoso, ma è la verità, i bambini mi hanno sempre accolto con grande gioia, no, direi di più, con entusiasmo. E la cosa è tanto più vera quanto più personalmente sono alieno agli spupazzamenti, al cambio di voce quando si parla con i bambini pensando che siano scemi, naturalmente dopo aver letto e assimilato Charlie Brown e Mafalda. Dico questo non da sprovveduto, so che per colpa di quattro per quattro deficienti senza identità e dignità, ci troviamo a vivere e forse a rivivere, lo dico con una tristezza infinita, il tema degli abusi sulla prima infanzia e nei confronti degli adolescenti, che è una cosa un po’ diversa … nel primo caso è sopraffazione nuda e cruda, quella delle macine al collo … nel secondo tutto si maschera dietro la cosiddetta direzione spirituale, dimenticando che nella fede proprio Gesù ci insegna ad essere liberi e a lasciare in pace gli esseri umani …  è vero che esiste anche la direzione spirituale autentica ma questa riguarda  poco più dell’otto per mille dei casi, che del resto è la nostra percentuale … in questo secondo caso calci … nel …  e profetizzo, … dopo i preti cattolici, verranno i pastori protestanti, i maestri rabbini, e infine verrà il tempo dell’orda degli psicologi, le nuove guide di tutti su tutto, con la differenza che i primi tre, bene o male lavoravano gratis …  Devo qui aprire una breve parentesi: a causa ancora dei fatti veri, dobbiamo lottare in modo assurdo contro i casi inventati, per i quali la mia amatissima città ha toccato sublimi vertici di stupidità … di tutto questo mi rimane ancora il fegato un po’gonfio per aver dovuto assimilare veleno a catini, a confronto del quale la cicuta filosofica è come un Martini in famiglia prima della Cena di Natale. Utile anche questo per conoscere i veri amici e soprattutto i quozienti intellettuali. Ma era solo una parentesi, … torniamo ai bambini, dopo tutte le specificazioni precedenti devo dunque solennemente confessare il fatto che io amo profondamente i bambini e  amo questa meravigliosa età che è l’infanzia dell’uomo; sento che il Vangelo , la cosa più grande e più bella che ho incontrato nella mia vita, sarebbe vero, giusto, e santo anche solo per le quattro cose che Gesù dice dei bambini, lui che ha vissuto la meravigliosa infanzia di Betlemme, Nazareth, non senza qualche spavento egiziano, e qualche spigolosa puntatina a Gerusalemme …  Per capire bene cosa voglio dire dovete percorrere in bicicletta i due km che spezzano in due parti la Parrocchia, sul grande stradone o GROUDON, trafficato, inquinato, con gente che va e gente che viene, disordinato e vivo, come tutta l’Africa … è allora che senti da ogni casa levarsi il grido … père Mario, père Mario! YOWO YOWO! (uomo bianco) sono i bambini, i più piccoli, spontanei, bellissimi, numerosissimi, da tutte le case, dai negozi dove le mamme vendono, sono i piccoli alunni delle scuole che escono a frotte … sono gli stessi bambini che la Domenica mattina, quando leggo il Vangelo in lingua FON, sono sotto l’ambone raggruppati, numerosi come le stelle del cielo e ti guardano con gli occhi sgranati, alla fine l’applauso di tutti è scrosciante commosso e prolungato … duemila persone che applaudono il vangelo e i bambini pronti a sorridere e a salutarti da lontano se solo sei capace di posare fugacemente il tuo sguardo nei loro occhi … qualche volta sono le donne per strada che chiamano père Mariò Bonsoir! Le fanciulle si inchinano un po’ coloniali Bonjour mon père…! E anche gli uomini con rispetto sgranano gli occhi nel vederti … esclamano WOYO! (Bianco uomo)… l’11 febbraio Madonna di Lourdes volevo inviarvi la mia omelia, ma poi mi sonno trattenuto, mi sembrava di tediarvi … il giorno precedente avevo visto sulla strada di sabbia una scena semplice che mi aveva colpito: una bambina di 11 -12 anni con un fascio enorme di legna tenuto in equilibrio sulla testa sotto il sole implacabile delle ore 15 indossando solo gli slip,  seguita a cinquecento metri dal fratellino 9 anni, medesima divisa, un fascio meno grande, medesima abilità e infine , a due trecento metri, penso la madre, con un peso davvero enorme sulla testa … tra tutto un percorso, noi naturalmente  in jeep, di almeno tre-quattro Km … mi è venuto in mente subito che Lourdes in francese vuol dire proprio ‘pesante’, che Bernadette aveva ricevuto l’invito dalla mamma di stare a letto perché  non c’era niente da mangiare, il papà era stato accusato per un furto che non aveva commesso e imprigionato ingiustamente, e infine Bernadette è uscita quel giorno con i fratelli per raccogliere la legna sul fiume … qualche volta è bello piangere, quando si incontrano i bambini, che bisogna tornare ad amare senza paura, quando si incontrano i fratelli più poveri che continuano a portare il peso del mondo, un mondo sul quale Maria ha camminato, riempiendolo di luce, donandoci il Figlio, l’Unico vero Signore del nostro cuore e della nostra vita. Concludo questo scritto agli amici ricordando che prima dei bambini sordo-muti questa sera ho incontrato il gruppo di Handicap Plus che alcuni di voi hanno aiutato in modo fantastico; Gloria la prima operata e fornita di protesi era in prima fila, tranquilla e felice nonostante le fatiche che dovrà ancora affrontare. In quegli occhi luminosi davvero molto semplici e belli si rivela sintesi di tutto quello che ho cercato di dire. Agli studenti del Seminario, 140, dai venti ai trent’anni, provenienti da tutto il Benin, che mi considerano ormai un grande filosofo (sempre per via di una grande gentilezza e generosità d’animo) ho detto nel silenzio più profondo che… J’aime l’Afrique  et mes amis aussi.
 
 

“… certamente avere dei  luoghi dove radunarsi in Africa è la prima cosa importante … la formazione inoltre è l’attività cruciale della Chiesa Africana dopo la evangelizzazione dei primi missionari … il centro di formazione per tanti motivi è una priorità perché esprime molto bene il significato che può avere l’impegno di una Diocesi antica come Brescia con una Diocesi che è nata negli anni del Concilio … questa è la Chiesa che Comboni, Conforti , Paolo VI hanno sognato, una Chiesa  giovane, piena di speranza e di desiderio, una Chiesa povera … qui non c’è miseria, ma i mezzi sono davvero limitati … una Chiesa che ha ricevuto dal Papa una esortazione, Africae Munus, particolarmente significativa. “

“ …la grande sala polivalente dovrebbe sorgere dentro un complesso più ampio, che comporta anche accoglienza, uffici, luoghi per attività specifiche … funzionerebbe come grande centro di incontro per le attività di formazione della Diocesi, completa di attrezzatura, con i palchi laterali a due piani, l’insonorizzazione, l’illuminazione …. c’è già l’acqua e la corrente”

 “… penso che il centro di formazione permanente sia come posare in terra africana un piede bresciano sicuro … qui verranno prese iniziative per la formazione permanente, culturale e spirituale di clero e religiose, catechisti, movimenti … potranno essere programmate iniziative per la sanità … per il lavoro e la formazione agricola … per la scuola … per la cultura … per i giovani … in poche parole potrebbe diventare il cervello della Diocesi (è l’idea del Vescovo)”

“… il luogo è già pronto , una grande spianata già resa giardino … i nostri amici sono capaci a costruirsi  le cose secondo uno standard dignitoso e africano … l’impresa edile è pronta … qui non manca nulla di quanto serve per costruire … chi pensa a questo come superfluo deve pensare che la lotta alla fame e al sottosviluppo oggi si vince organizzandosi meglio … e quindi con la tecnologia che serve … sono poco propenso personalmente alla stanzialità e a creare strutture che poi è difficile mantenere”

 

Ultimo aggiornamento (Domenica 05 Ottobre 2014 13:54)

 



Benin Abomey dicembre 2011. Il presidente di HANDICAP_PLUS spiega ai bambini e ai genitori che verranno prese le misure per la protesi che permetterà loro di camminare diritto dopo l'operazione...grazie anche alla generosità degli amici bresciani...don Mario Neva