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MarkOggi Marc mi ha cercato…

Si è ritrovato a camminare, forse correre, sul Goudron mentre si scatenava il diluvio ... fino alla fine di ottobre gli acquazzoni qui sono frequenti, la forte evaporazione e il passaggio stagionale delle nubi creano l’incanto, il cielo cambia continuamente forme e colori ... scalzo, con un  curioso paio di occhiali da sole aggiustati sulla testa, intirizzito... si chiama Marc. Ha chiesto al guardiano della Procura, dove si trova il nostro Centro Studi, di potermi semplicemente salutare. La storia di Marc, nove anni, e del suo fratellino, 7 anni, di cui non ricordo il nome, é molto semplice. Una mattina di tre mesi fa, ero in bicicletta, e mi sono immesso sul grande stradone, poco prima delle otto di mattina; i due fratellini, a distanza, hanno cominciato a rincorrermi senza un particolare motivo. Quando rallentavo rallentavano e quando mi fermavo si fermavano. Ho deciso allora di aspettarli, chiamarli e parlare loro. Ho scoperto che andavano a lavorare, il più piccolo come Forgeron, fabbro che batte il metallo rovente, e il più grandicello Saudeur, saldatore, in due Atelier a pochi distanza uno dall’altro. Il dialogo non era facilissimo, io con il mio francese della Repubblica Cisalpina  e loro con un FON stretto ed un francese coloniale, gesticolato, abbastanza comunque per capirci, in tutto il mondo infatti si puo’ comunicare, basta volerlo. Chiesi loro se volevano andare a scuola ma furono reticenti, resi forse un po’ sospettosi del mio continuo chiedere a mo’ di Crocerossina e di aderente alla Campagna per l’integrazione del diverso. Decisi dunque di  riprendere il percorso in bicicletta, chiedendomi molto semplicemente che cosa facevo a nove anni e la prima cosa che mi è venuta in mente è il pallone. Per questo li ho aspettati al negozio della Procura acquistando loro due palloni nuovi, di cuoio, quelli che fanno impazzire i bambini e accendono la nostalgia degli adulti non più giovani, con le ginocchia rotte (sempre per via del pallone). Una seconda volta li ho ritrovati, circa un mese dopo e ho chiesto se volevano mangiare qualcosa, hanno fatto un cenno deciso di assenso con il capo, e tutto si è risolto con gli Akajoù, specie di arachidi essicate che smetti di mangiare solo quando sono finite.

Ora Marc è venuto a cercarmi, sotto un acquazzone violento di inizio ottobre; naturalmente io non l’ho identificato subito, il guardiano molto disponibile gentilmente traduceva, ... sono Marc, sono quello al quale ha regalato il pallone e comprato gli aKajou, volevo salutarla ... Certo, mi ricordo bene ora,  ma, dov’è tuo fratello? E’ ancora al lavoro... Sei tutto bagnato ...! (nessuna risposta) ... dimmi Marc qual è il salario che prendi a lavorare?...interviene il guardiano sorridendo... non prende salario, impara solo il lavoro ... ma, riprendo io, hai mangiato qualcosa oggi ...? Si, il mio padrone mi ha dato dell’ Akassà (polentina di mais), ..; mi sembra un po’ poco, rispondo io, hai ancora fame? Si, annuisce con il capo... Ascolta Marc, ti do qualche moneta per mangiare, va bene, puo’ bastare? Si, grazie!  Ma, ... dimmi Marco, toglimi ancora una curiosità,... tu vuoi andare a scuola? Si, voglio andare a scuola!Allora, dovrei parlare  con i tuoi genitori, posso parlare con tua mamma..? No, io non ho la mamma, mia mamma è morta...! Ascolta Marco, posso allora parlare con il tuo papa? Si’, mio papà ha un’altra donna, é la mamma di mio fratello... Ascolta Marc, lunedi’ mattina alle nove ti aspetto con tuo fratello e tuo papà, pero’ devi promettere che ti impegnerai a scuola, se vuoi veramente studiare, vedrai, non ci sono problemi... Grazie...Ti aspetto lunedi’, alle nove, d’accordo? Si ...

Marc si allontana, a piedi nudi tra le pozzanghere, la pioggia è diminuita d’intensità. Come lui troppi bambini che tutti vedono ma non c’è iniziativa.  Da alcuni mesi mi tormenta l’idea che questi bambini aspettano che si scuota la mia pigrizia. Penso questo e faccio l’elenco delle cose che ho ricevuto durante la giornata, mi basta l’esame di coscienza, non mi interessano gli affari degli altri: mi sono alzato e ho trovato una doccia, rudimentale ma funzionante, ho concelebrato la divina Eucarstia con un sacerdote francese due africani, un Diacono e i chierichetti ... la Corale cantava in modo travolgente ... sembrava un pontificale; ho fatto colazione, alla fine ci é scappato un ananas, dimostrazione indiscutibile dell’esistenza di Dio; ho cominciato poi ad usare strumenti tecnologici sofisticati per stare al livello dell’umanità progredita...; ho strimpellato la chitarra che mi hanno lasciato gli amici bresciani, ho inforcato la mia bicicletta SPIRIT-LIGHT-ISAIA, made in Brescia, che tutto il BENIN mi invidia, ma che nessuno osa rubarmi perchè tutti la riconoscerebbero subito... e poi ... pranzato... cenato ... letto per dormire ecc. ecc. scusate l’elenco ... era solo per dirvi che Marc mi ha cercato ... è tutto ....dmn

Marc, una buona notizia.

 

La vicenda di Marc è diventata una buona notizia per molti. Il primo a scrivermi è stato il Vescovo, firmandosi con un fraterno don Luciano. Un carissimo amico ha letto il testo come preghiera insieme alla moglie e ai figli prima della cena. E poi altri, interessati al punto che la generosità immediata di qualcuno mi permette di fare delle promesse e anche di prevedere un incremento dell’operazione GUDRON (stradone): … decine di ragazzini, dai sette anni in su, vestiti con un maillon annerito che fanno ‘apprentissage’. Ho già letto la stessa scena sui libri di Dickens e di Dostoevskij. La legge qui prevede una pena di cinque anni per chi fa lavorare i bambini; la cosa è sotto gli occhi di tutti, ma prevale l’abitudine e l’interesse. I bambini mettono le loro piccole mani dentro i motori, tirano fili nascosti, lavano carrozzerie, trasportano oggetti e pesi … Lorent il piccolo muratore di dieci anni che ho trovato al lavoro in Parrocchia con il papà, ha già  i tratti di un uomo adulto e, da me interrogato, non ha certamente manifestato né l’idea né il desiderio di andare a scuola…credo che anche qui per conquistarlo alla causa comune dovrò ricorrere al pallone e forse, caso estremo, alla bicicletta… Il gruppo ciclistico nel frattempo è già nato, stimolato dalle mie partenze e dai miei ritorni in canonica: sono sei biciclette nuove (60 Euro cad.) donate ai sei ragazzi adolescenti che tutta l’estate hanno aiutato in Parrocchia. Ho previsto che al momento del dono sarebbero diventati dodici, allora ho deciso di farle regalare in segreto dal Curé, che qui è il Parroco…risultato? Non avevo sbagliato, se non di qualche cifra, sulla lievitazione del gruppo, ma la cosa più esaltante è che alla messa domenicale, con mille persone presenti, le biciclette erano allineate sul presbiterio, con tanto di cerimonia e consegna ufficiale …. A questo punto mi è rimasto solo il segreto del confessionale…

Ma, ritorniamo a Marc. Lo aspettavo, devo dire con  una certa trepidazione, il lunedì mattina, dopo averlo incontrato, ricordate, il sabato … Ebbene Marc  è stato puntualissimo, con il papa, un uomo dimesso dall’età imprecisabile e gli occhi che cercano il vuoto, il fratellino di Marc, Romeò, e il cugino grandicello. La vita mi ha insegnato ad essere delicato in questo genere di cose: bisogna sempre chiedere agli interessati, soprattutto in situazione difficile, che cosa vogliono fare prima di decidere insieme che cosa si deve fare e solo in casi estremi di arrivare quasi a costringere. Ricordo sempre con rammarico la ragazza albanese che le dame dell’esercito della salvezza hanno convinto, con zelo eccessivo e petulante, a cedere il bambino concepito per strada, con una evidente sfiducia nei suoi confronti… quando l’ho conosciuta era ormai troppo tardi, fu lei a lamentarsi della cosa.. sovente volendo fare il bene combiniamo solo danni.

Basile, uno dei segretari di CERET, ha l’incarico di seguire la vicenda. Abbiamo insieme convenuto che è bene che i bambini vadano a scuola, possano mangiare regolarmente tutti i giorni (in Africa quando si può si usa così) e inoltre abbiano il materiale per la scuola, la divisa, i vestiti, le medicine; e infine, last but not least, … si impegneranno nella faccende di casa e a condurre l’economia in comune. E’ così che abbiamo scoperto bene come gira  la faccenda… la mamma di Marc è morta al quarto parto, il parto di Alice. Il padre è insieme ad una altra donna che ha già i suoi  quattro figli. E’ così che alla morte della mamma i quattro fratellini sono restati in casa con la nonna. Il più grandicello, 12 anni, vive dalla zia a Cotonou …restano gli altri tre, Marc Romeò e Alice … la nonna vende arachidi, mais e sapone al mercato di SODOHOME.

Il giorno dopo Marc, con Roméo e Alice ha cominciato la scuola, … è tornato poi il pomeriggio con il fratellino e il cugino; Basile era preoccupato… è sempre serio, temo che non sia contento e preferisca tornare al lavoro…scusa Basile, la cosa migliore mi pare sia quella di chiederglielo (sempre con la traduzione) Marc…sei contento oppure no…? sì sono contentoascolta Marc, perché allora sei sempre così serio, non ti vedo mai sorridere?…(breve silenzio)…sono fatto così, è il mio carattere…! P. Nicolas, parigino, naso preso in prestito a Charles de Gaulle, presente casualmente al colloquio, esclama sorpreso con perfetto francese, che io ascolto enchanté per imparare,…par bleu! il est tres intelligent, il a une forte personalité… io confermo… oui j…ah scusate, sì sì  è proprio intelligente ed ha anche una forte personalità… ascolta Marc ti chiedo una sola cosa (Basile traduce ancora) un mezzo, un pezzettino, un morceau di sorriso pour plaisir, si il te plait…la scena è particolarmente comica, il piccolo segue tutto quello che fa il grande, prima uno poi l’altro sorridono a bocca sostanzialmente chiusa, sono gli occhi che sorridono…

Giovedì incontriamo la nonna insieme con il papà e Romeò,… non si sa bene dove sia Marc … insieme decidiamo che la nonna avrà un prestito in due rate di 150 euro per il suo commercio al mercato, mentre il papà con la stessa somma comincerà l’allevamento. Quando la nonna restituirà la prima rata riceverà la medesima somma, bisogna che aa fine i conti tornino. Prendiamo accordi su tutto.

Marc Romèo e il cuginetto ritornano sabato. Basile li ha raggiunti a scuola ed è soddisfatto, dice che il maestro di Marc è molto contento, Romeò ha qualche problema ma verrà aiutato … terminato il racconto i bambini non se ne vanno… dico a Basile…mi pare che vogliano chiedere qualcosa…  breve colloquio in FON… chiedono un pallone… l’atro giorno Marc era assente perché era a giocare a pallone con gli amici e si è dimenticato…Bene Bene, aggiungo,ma … e i due palloni ? … parentesi in lingua FON e risposta … uno si è rotto e l‘altro l’hanno perso… ok rispondo cominciando a fare un po’ di calcoli … Basile devi procurare un pallone quanto prima …. Ma senti Marc, mi aiuterai a portare a scuola i tuoi amici che lavorano sul GUDRON … annuisce con il capo e sorride con gli occhi, a bocca chiusa… 

Dunque, avete capito che ho bisogno di palloni e di un meccanico ….?