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Giovani per la pace, l´abbraccio del Benin

Magda Biglia

Bresciaoggi sabato 29 settembre 2012

 
Paroli consegna la Vittoria alata al rappresentante del Benin FOTOLIVE

Nella sala affacciata su piazza della Loggia un gruppo di ragazzi e ragazze africani canta. Hanno capelli nerissimi e vestiti colorati con l´indicazione della diocesi e dell´anno della prima evangelizzazione del loro Paese, il Benin, 1861. Il loro inno è un grazie alla città di Brescia che per tredici giorni li ha accolti all´interno di uno scambio culturale. E´ un grazie al sindaco Adriano Paroli che ieri ha voluto essere presente alla cerimonia di saluto, perché oggi torneranno a casa. Uno scambio di doni suggella l´amicizia, la «Vittoria alata» per l´accompagnatore, un batik con un´immagine sacra per Paroli.
LA RIUNIONE ha chiuso per il 2012 il programma di reciproco incontro fra studenti bresciani e amici di altre nazioni denominato «I giovani per la pace», organizzato, a partire dal 2001, dalla Fondazione Tovini in collaborazione con il Comune e con gli istituti superiori cittadini. In giugno la nostra delegazione era partita da Brescia alla volta della parrocchia di Saint Moise a Bohicon, composta da iscritti al liceo Canossa, al liceo Leonardo, all´istituto De Andrè, alla facoltà di Ingegneria. Lo scorso sabato 15 invece sono sbarcati a Malpensa i compagni del Benin, tredici con tre accompagnatori. Fino ad oggi hanno vissuto un´esperienza italiana, toccando anche Bergamo e Roma con udienza dal Papa. Sono stati ospitati da famiglie: il progetto prevede che, ove possibile, siano le famiglie di chi a sua volta è stato accolto nell´altro continente.
«Si formano così rapporti stabili e i ragazzi fra loro si chiamano gemelli - spiega Giuseppe Mattei della Fondazione Tovini-; queste relazioni fra Stati, fra generazioni sono il substrato necessario per una convivenza pacifica».
Dall´inizio lo scambio ha coinvolto due volte la Casa della gioventù di Santiago in Argentina, l´Istituto salesiano del Cairo, il Centro piamartino di Fortaleza in Brasile, due volte la Fondazione Famiglia Salesiana di Salinas in Ecuador, la Casa de la juventud di La Libettad in Perù, l´istituto Sagrada Famiglia di Maxixe in Mozambico, la Missione dei Poverini di Kilolo in Tanzania e ora la parrocchia di Saint Moise a Bohicon nel Benin, dove opera il sacerdote bresciano don Mario Neva. In totale si sono scambiati con altrettanti giovani 140 studenti di 16 istituti scolastici bresciani che hanno sottoscritto una convenzione.
Il percorso è ben preparato.Prima viene fatta un´adeguata formazione con un corso di trenta ore; poi cominciano i contatti con i compagni stranieri, infine gli italiani vanno a conoscere quella realtà, con seguente restituzione del viaggio.