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Misericordia e suicidio
 
Alberto Stasi si costituisce e varca le porte di Bollate proprio di fronte alla zona dell’EXPO. Non essendo tuttologo non voglio discettare sulla sentenza. Altri casi  di dominio pubblico attendono una sentenza definitiva: Yara Ganbirasio, il piccolo Lorys. Essi hanno in comune il crimine inequivocabile. Le tracce avvicinano il colpevole, quasi lo toccano; manca la ripresa della telecamera, la registrazione, soprattutto manca la confessione. Del resto I presunti colpevoli in modi diversi non riescono a produrre sufficienti motivazioni per essere scagionati. Nei tre casi avremo una condanna. So di dire una cosa ovvia, ma il peso del delitto, che io penso preterintenzionale, nei tre casi è schiacciante. Voglio dire che i tre hanno ucciso in modo disordinato, come mi pare tipico di chi non è abituato ad uccidere. Uno scatto d’ira, la perdita dell’aurocontrollo, un risentimento, la paura di essere scoperti, ecc. 
Non si puo’ certo pensare di mettere sotto sorveglianza il mondo intero. Ad Orwell anni fa era venuta una idea simile. Non aveva certamente previsto il contrario, e cioé che nella loro stupidità gli uomini amano farsi spiare e vedere, come nel grande fratello 1,2,3,4 e seguenti. Alcuni regimi totalitari hanno cercato di farlo ma il risultato più sicuro che è stato ottenuto è il controllo dei controllori: ad un certo punto tutti diventano spie e chi sa troppo viene eliminato. Il controllo quando ci vuole ci vuole... certamente fa’  impressione vedere i mafiosi baciarsi sulla fronte e sentire il ‘profeta’ che canta ‘volare’, mentre i sicari uccidono l’ex collaboratore a colpi di pistola. Ci si chiede pero’ a quale scopo le inchieste in corso vengano rese pubbliche, fuori e dentro il vaticano, quando ai cittadini onesti e non morbosi, forse una minoranza, la sentenza basterebbe. 16 anni dunque ad Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi. 
Le cose che ho scritto naturalmente sono un pretesto. Essendo abituato a maneggiare la Scrittura e la Filosofia mantengo un sostanziale sospetto sui tribunali umani, che pur reputo importanti, se non necessari. Non entro dunque nella questione tutta attuale sui rapporti dei giudici con la politica, con la massoneria od altre entità nascoste o palesi. Il discorso è più vasto, riguarda la facilità con cui si sbaglia giudizio. So di dire un paradosso ma i casi più fortunati sono i casi più gravi e pubblici, quando, di fronte all’evidenza del crimine, i giudici e gli avvocati devono rendere conto ad una opinione pubblica informatissima, che segue passo passo le indagini e i processi. Negli altri casi questo non succede, il grado di approssimazione é alto. Ancora una volta quando il crimine é certo l’approssimazione diventa minima, ma in tutti gli altri casi sapremo solo alla fine che cosa sia veramente successo. Esiste certamente una percentuale di giudici e di magistrati che comprende la cosa e cerca di esplorare costantemente la propria coscienza, rispondendo a Dio e agli uomini della propria attività. Ma non facciamoci illusioni, non è sufficiente paludarsi all’inizio dell’anno giudiziario e sviluppare la retorica del diritto per ben giudicare.   
Era solo per dire che Alberto a Bollate incontra Battista. Se tutto va male i due resteranno in carcere insieme ancora dodici anni. Il confronto é utile. Con Battista il crimine non c’è. La piccola Aurora Fortunati, ora maggiorenne, non ha subito alcuna violenza sessuale. L’ansia di sua madre (non è un crimine) ha radici personali e famigliari. La neuroipsicologa Pagani dopo aver gettato il sasso in uno stagno infido si è defilata subito, incarnando un tratto tipico della moralità bresciana; ci resta allora da spiegare come, da un fatto inesistente, i magistrati Alessandra Chiavegatti ed Elisabetta Pierazz,i abbiano potuto inventare addirittura  una banda di pedofili, usando di fatto una violenza inaudita nei confronti di Battista. (leggi la biografia di Battista nel sito casoabbabrescia.blogspot.com) Praticamente hanno messo in moto la macchina giudiziaria senza verificare la realtà o meno dei fatti. Aggiungo che non potevano arrivare a tale verità perchè entrambe si erano dedicate, sebbene  in modo diverso, al tema pedofilia, attraverso tesi dottorale, pubblicazioni e interventi pubblici. Voglio dire che é stato Il tema a portarle e non la verità dei fatti. Succede a tutti quelli che studiano senza avere contatto con la realtà. A questo punto chiediamo loro di riconoscere l’errore, sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Nello stagno c’erano tante altre persone che si sono mosse al lancio della prima pietra. Ne è nata una epidemia colossale al punto che, molti tra coloro che accusano, non sanno di essere stati inquisiti. 
A suo tempo ho pubblicato, su richiesta, un libro sul suicidio[1] una riflessione e una ricerca dolorosa ma importante. Il caso Brescia ha provocato una vasta tentazione al suicidio, come del resto è avvenuto in Francia per un caso analogo. Solo la grazia di Dio ha fermato la triste risoluzione e ha ridato speranza e forza a chi ingiustamente è stato trascinatto in tribunale e in prigione. Ma Brescia non puo’ pensare di avere saldato il conto sbattendo un innocente in carcere. Certamente la misericordia prevale sul giudizio. Il Papa ha concesso l’indulgenza ai carcerati per i mali da loro commessi. (Misericordiae vultus) La porta santa é la porta della Cappella della prigione, in mancanza della Cappella, tutte le volte che entrqno ed escono dalla cella  varcano una porta santa.
Che ne dite?: Una sera in pizzeria con Aurora Fortunati, la mamma; i magistrati Chiavegatti e Pierazzi per decidere come liberare Battista ed evitare il suicidio morale di una intera città.